Maometto e Afrodite: quando il principio divino femminile fu radiato dall'Islam (Il Foglio del 2 ottobre)
Salman Rushdiè è stato condannato a morte in odio al princip ...
Sharia e democrazia, un connubio impossibile (Il Giornale del Popolo di Lugano del 5 agosto)
La domanda cruciale sulla possibilità o meno di una afferma ...
Bricolage costituzionale nell'Egitto ormai in mano ai generali (Il Foglio del 19 giugno)
Bluff contro bluff, il candidato dei Fratelli Musulmani Moha ...
La fine della concertazione imposta da Monti sgretola la natura stessa del PD (Unione Sarda del 21 marzo)
“Non è più tempo di concertazione”: Mario Monti ha dato con ...
I nostri cari alleati libici torturano come pazzi, ma Monti fa finta di nulla (Libero del 27 gennaio)
“Il nostro compito è curare feriti in guerra e detenuti mala ...
La legge elettorale sostituisce .-ahimé- le riforme costituzionali (Unione Sarda del 12 gennaio)
Le leggi elettorali sono tra gli argomenti più ininteressant ...
L'Italia e la diplomazia da suk del nuovo governo libico (Libero del 16 dicembre)
Un bisogno disperato di soldi, cash: questo nascondevano le ...
Siria: la Turchia interviene .nonostante Ue, Usa e Lega Araba- ed entra in rotta di collisione con Assad, la Russia e l'Iran (Il Foglio del 22 novembre)
A distanza di poche ore la Russia ha accusato la Turchia di ...
Sono più i missili iraniani puntati contro l'Arabia Saudita di quelli puntati contro Israele. Ma... (Il Foglio del 17 novembre)
I missili iraniani puntati contro la penisola Araba e l’A ...
Tunisia, vincono gli islamisti alla turca, speriamo bene... (Il Foglio del 25 ottobre)
Affermazione piena di Ennhada nelle elezioni tunisine, cont ...
Bersani perderà le elezioni a causa di... Beppe Grillo! (L'Unione Sarda del 20 ottobre)
Pierluigi Bersani è distratto, molto distratto, perché si ac ...
Con la crisi greca, la sovranità degli stati Ue passa alla Bce, il nuovo governo europeo (Unione sarda del 29 settembre)
La malattia dell’Europa dell’Euro è presto diagnosticata: h ...
Il personaggio
Breve viaggio nella vita di Carlo Panella
Partecipa al Blog, lascia un commento...

Nel 1969 per tre mesi ai cancelli della Fiat durante gli scioperi selvaggi, guerriglia urbana di viale Traiano inclusa.
Nel 1970 in Lotta Continua
Tra il 1970 e 1l 1972, subito dopo la distribuzione dei volantini alla Chiamata del Porto o all’Ansaldo Meccanico, all’Archivio di Stato a aprire filze di atti notarili del quattrocento, spesso intonse. Tutti i passaggi della proprietà e della lavorazione della seta, venivano infatti registrati in rogiti notarili, così che è possibile ricostruire tutto il ciclo produttivo e economico dei velluti e tentare di risolvere un piccolo giallo storico: nel giro di pochi anni infatti, Genova passa dall’essere la più grande città industriale d’Europa con decine di migliaia di telai, alla crisi più nera, soppiantata dalla produzione di Liegi.
Più tardi mi renderò conto che ho imparato il mestiere di giornalista macinando migliaia di quei papiri impolverati
8 marzo 1972, viene emesso dal giudice Mario Sossi un mandato di cattura a mio carico per minuscoli incidenti di piazza nel corso di una manifestazione dalla parola d’ordine “Valpreda è innocente”: mi vengono addebitate 15 violazioni del codice penale
Latitante in Germania, a fianco del gruppo Revolutionärer Kampf di Joscka Fischer e Daniel Cohm Bendit, organizzo l’occupazione delle case di Francoforte da parte degli immigrati italiani.
1974: condannato a 4 anni e tre mesi di carcere senza condizionale, per avere organizzato gli incidenti di Genova, nonostante il capo e il vice capo della Digos (tutt’oggi mio caro amico) abbiano testimoniato di non avermi mai visto nel corso degli affrontamenti e che il Pm avesse chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove.
“ Se il Panella non avesse partecipato attivamente alle azioni violente avrebbe perso la faccia davanti ai suoi seguaci”: questa la motivazione della mia colpevolezza scritta in sentenza.
Deciso a non presentarmi in Appello, cambio idea quando leggo su Epoca che una mano birichina del Ministero degli Interni aveva aggiunto al mandato di cattura internazionale a mio carico la frase: “Dirigente delle Brigate Rosse, elemento pericoloso, gira armato”. Il mio nome figura subito dopo quelli di Renato Curcio e di Roberto Franceschini quale capo delle Br.
Mi hanno costruito “il cappotto”. A conoscenza della mia latitanza in Germania, hanno fatto di me a tavolino, l’ufficiale di collegamento tra Br e Raf.
Scelgo l’unica strada per disinnescare la trappola: mi presento in Tribunale al processo d’Appello.
Vengo assolto dai 4 anni e tre mesi di pena che mi erano stati comminati e naturalmente verifico che non vi è neanche un’istruttoria a mio carico per quanto riguarda le Br.
Laureato con 110 e lode per la mia tesi sull’industria serica a Genova nel XV° secolo, mi trasferisco in Portogallo (in cui già ero stato negli ultimi mesi di latitanza) e seguo per il quotidiano Lotta Continua l’epilogo della Rivoluzione dei Garofani.
Nel 1976 nasce mia figlia Sarah e mi trasferisco a Roma.

<- Pagina precedente