Maometto e Afrodite: quando il principio divino femminile fu radiato dall'Islam (Il Foglio del 2 ottobre)
Salman Rushdiè è stato condannato a morte in odio al princip ...
Sharia e democrazia, un connubio impossibile (Il Giornale del Popolo di Lugano del 5 agosto)
La domanda cruciale sulla possibilità o meno di una afferma ...
Bricolage costituzionale nell'Egitto ormai in mano ai generali (Il Foglio del 19 giugno)
Bluff contro bluff, il candidato dei Fratelli Musulmani Moha ...
La fine della concertazione imposta da Monti sgretola la natura stessa del PD (Unione Sarda del 21 marzo)
“Non è più tempo di concertazione”: Mario Monti ha dato con ...
I nostri cari alleati libici torturano come pazzi, ma Monti fa finta di nulla (Libero del 27 gennaio)
“Il nostro compito è curare feriti in guerra e detenuti mala ...
La legge elettorale sostituisce .-ahimé- le riforme costituzionali (Unione Sarda del 12 gennaio)
Le leggi elettorali sono tra gli argomenti più ininteressant ...
L'Italia e la diplomazia da suk del nuovo governo libico (Libero del 16 dicembre)
Un bisogno disperato di soldi, cash: questo nascondevano le ...
Siria: la Turchia interviene .nonostante Ue, Usa e Lega Araba- ed entra in rotta di collisione con Assad, la Russia e l'Iran (Il Foglio del 22 novembre)
A distanza di poche ore la Russia ha accusato la Turchia di ...
Sono più i missili iraniani puntati contro l'Arabia Saudita di quelli puntati contro Israele. Ma... (Il Foglio del 17 novembre)
I missili iraniani puntati contro la penisola Araba e l’A ...
Tunisia, vincono gli islamisti alla turca, speriamo bene... (Il Foglio del 25 ottobre)
Affermazione piena di Ennhada nelle elezioni tunisine, cont ...
Bersani perderà le elezioni a causa di... Beppe Grillo! (L'Unione Sarda del 20 ottobre)
Pierluigi Bersani è distratto, molto distratto, perché si ac ...
Con la crisi greca, la sovranità degli stati Ue passa alla Bce, il nuovo governo europeo (Unione sarda del 29 settembre)
La malattia dell’Europa dell’Euro è presto diagnosticata: h ...
Il personaggio
Breve viaggio nella vita di Carlo Panella
Partecipa al Blog, lascia un commento...
 
Aleppo è la nuova Guernica: a vergognoa degli Usa e dell'Europa (Libero del 12 agosto)

 
Aleppo è la nuova Guernica, ad onta dell’Occidente. E’la nuova Guernica, la città spagnola bombardata e maciullata nel 1937 dalla Legione Condor inviata da Hitler in Spagna a combattere contro la Repubblica democratica: gli elicotteri, gli aerei e la IVa divisione del macellaio Maher al Assad, fratello del Beshar, vi riversano la stessa ferocia disumana, ispirati dalla stessa ideologia (il Baath nacque proprio allora, ispirandosi al nazismo). E’ la nuova Guernica perché oggi, come allora, le democrazie non capiscono la battaglia che vi si sta combattendo e se la capiscono, fingono di ignorarne le conseguenze. E’ infine la nuova Guernica perché allora l’ignavia delle democrazie indebolì a morte i combattenti spagnoli democratici e liberali e lasciò spazio agli stalinisti, come oggi lascia spazio agli islamisti e persino ai terroristi (che però, ad oggi, nonostante il giusto allarme, sono solo 2-300 su decine di migliaia di combattenti e centinaia di migliaia di manifestanti). Sono spaventose le notizie che giungono dalla culla della cultura della Siria, della città più bella del Crescente Fertile con più religioni, la più ricca. Con le munizioni contate, i ribelli continuano a resistere nel quartieri di Shalaheddin (Saladino, che era un curdo, nacque in questa regione), bombardati dal cielo da elicotteri e aerei e contrastati nelle strade dalla pressione di 20.000 soldati lealisti, che però faticano ad avanzare. Una resistenza disperata (un centinaio di morti al giorno da settimane, ieri 75), che tende a ripiegare nei quartieri periferici di Sikari, Saif al-Dawla, Bustan al Qasr, che pare destinata alla sconfitta e che però ha un senso preciso: permettere alla popolazione civile di evacuare la città per rifugiarsi in Turchia e in Libano. Quando e se sarà conquistata, Aleppo sarà una città morta, senza anima e Assad governerà sulle macerie, come già è accaduto a Hama, Homs, Deir Ezzor e altrove. Ma comunque, Assad governerà, perché nonostante le defezioni continue, nonostante ieri la battaglia sia infuriata anche nel centro di Damasco, nei pressi della Banca Centrale, in piazza Marjeh (sede del Ministero dell’Interno) e nelle arterie del centro, il quadro di comando dell’esercito e del Baath continua a tenere e a sviluppare una classica strategia nazista che probabilmente vedrà finire Assad e i suoi accoliti in un qualche bunker (sinora non hanno dato il minimo segno di accettare una qualisiasi trattativa). Questo per una ragione precisa: tanto forte e motivata è la determinazione dei rivoluzionari, altrettanto debole è il loro armamento: i resistenti di Aleppo sono costretti a contare i proiettili, non ne hanno. Un Occidente democratico e accorto, che si rendesse conto che proprio il suo mancato appoggio dà spazio e tempo alle infiltrazioni qaidiste per consolidarsi, darebbe ai rivoluzionari siriani quello di cui hanno bisogno: forniture d’armi e munizioni attraverso i confini ormai porosi della Turchia e della Libia. Ma così non è. Preso alla sprovvisto, Barack Obama che sino a ieri considerava Assad il baricentro di tutta la sua strategia di dialogo in Medio Oriente, non ha una strategia, si lascia frenare dal veto russo all’Onu ( ma Clinton lo ignorò e intervenne in Kosovo nel 1998) e invia in Turchia Hillary Clinton (convinta, a rivoluzione iniziata, che Assad fosse un “riformista”) a discutere di una futura No Fly Zone. Decisione che andava presa sei mesi fa, che se mai verrò adottata –e senza l’Onu- entrerà in vigore dopo settimane. Ennesimo esempio di confusione parolaia dell’Amministrazione Obama in Medio Oriente. E intanto Aleppo muore.